Conferenza gratuita – La medicina incontra la via dell’anima per grandi e bambini

Un appuntamento veramente speciale quello di giovedi prossimo 31 gennaio a Rimini con ingresso libero ♥ Quando parliamo di Medicina della Consapevolezza non si tratta di trovare nuovi farmaci da somministrare ma si tratta invece di imparare ad usare la … Continua a leggere

NOVITA’ Il primo libro della Nuova era, Gioìa e i suoi bambini

Questo non è un semplice libro illustrato, E’ IL PRIMO LIBRO DELLA NUOVA ERA, che permette ai bambini di ricordare chi sono e quali sono i loro poteri innati. Grazie alle fantastiche illustrazioni di Valentina Bustea, le pagine si susseguono … Continua a leggere

Essere genitori oggi. Cosa dobbiamo fare per una vita felice ?

essere genitori oggi, nella Nuova EraChe bello quando nasce un bambino. Una nuova vita entra a far parte della coppia.

A questo punto iniziano una serie di domande che, anche se ti eri preparata con tante letture sul tema, ti rendi conto che questo esserino ha qualcosa di diverso.

Il piccolo ha grandi occhi, e ti osserva come se la sua esperienza in questo mondo fosse antica, ti ascolta come se comprendesse tutto ciò che gli dici, ha una capacità motoria che a volte ti stupisce.

Mentre tu, continui a prenderti cura come se fosse PICCOLO.

Certo è un bambino piccolo, appena nato, per cui ha bisogno di essere sostenuto con attenzione a livello fisico, ma i bambini che decidono di nascere in questo periodo storico sono bambini molto particolari.

Chi sceglie di rincarnarsi adesso è perchè può contribuire con il cambiamento delle coscienze dell’umanità.

Non tutti i genitori PURTROPPO sono pronti ad accettare questa visione molto sottile ma profonda della realtà. Esistono ancora tanti adulti che si approcciano agli Esseri appena nati con VECCHIE e SBAGLIATE modalità.

Recentemente, un papà che è venuto ad un mio corso, mi disse “ Posso costruire una casa in poco tempo senza fatica, e te la ributto giù con altrettanta facilità, ma essere padre, è un ruolo che nessuno mi ha spiegato come fare……purtroppo non esistono scuole che insegnano a diventare genitori.”

E’ proprio così ! Si improvvisa, e inevitabilmente si riprendono gli schemi e gli esempi della famiglia di origine, e a volte lasciandosi consigliare da medici pediatrici o amici che hanno figli.

In questo articolo, voglio parlare di un NUOVO approccio, qualcosa di DIVERSO, adatto ai bambini di oggi. 

La mia esperienza di mamma, ma soprattutto quella di un anima che ha intrapreso un cammino interiore, che lavora con le energie sottili, mi ha portata a sentire cosa necessitano i bambini  per poter crescere mantenendo sempre attiva la loro connessione divina.  

Ed ecco che su numerose richieste da parte di genitori, sono nati gli incontri “Crescere Insieme ” Pillole di sostegno ” per genitori e figli da o a 3 anni.

Fare il genitore è un compito difficile; viviamo in un  momento di grande confusione, sotto tutti gli aspetti, stanno crollando tutti i valori, non ci sono più certezze e le cose cambiano da un giorno all’altro.

Vi siete accorti ?

Dove troviamo la forza per guidare i nostri figli, in questo turbinio di energie ?

Gioìa

Gioìa

La Scuola di Luce “Gioìa” è la Nuova scuola per i bambini della Nuova Era. Lontano da vecchi dettami, Gioìa fonda le sue radici nell’esigenza di educare in modo olistico. Questa parola deriva dal greco “olos” e letteralmente significa “Tutto … Continua a leggere

I bambini smeraldo

BAMBINO SMERALDO

Già da diversi mesi sto affermando che i tempi sono oramai maturi per accogliere il cambiamento epocale in cui siamo coinvolti. Per risorgere in una Nuova Terra, abbiamo bisogno di bruciare il vecchio, di lasciare andare tutto ciò che non ci serve più e, anche se da una parte l’attuale società ci tiene ancora legati con assurde regole educative e di comportamento, dall ’ altra invece c’è un gran bisogno di pulizia e rinnovamento.
Vivendo con i bambini della Nuova Era mi sono accorta della loro profonda esigenza di stare a contatto con la natura, di assaporare e sperimentare attività che gli consentono di sentirsi protetti e accolti. Solo se l’ambiente in cui trascorrono molte ore della loro giornata è in grado di stimolarli sostenendo con fiducia le loro capacità, possono rimanere collegati alla loro parte Divina.
I bambini che nascono adesso li ho canalizzati come Bambini Smeraldo.
Verde è il colore che li rappresenta ed è il colore della rinascita, del processo di crescita e rappresenta la capacità di realizzarsi, di muoversi nella concretezza della vita, è il colore della freschezza e della genuinità. Il verde racchiude l’espressione consapevole delle proprie capacità nella concretezza della vita.
I Nuovi Bambini sono qui per far vibrare una energia di pace e amore per la Terra. Vibrando e visualizzando luce in posti oscuri, stanno cambiando la Coscienza Umana. La loro energia porta una prospettiva fresca, innocente, potente e tonica per le persone che cercano nuove soluzioni ai problemi e alle sfide della società.
Accolgo con un grande BENVENUTO tutti i bambini smeraldo che con le loro nuove vibrazioni sono venuti per trasformare la coscienza dell’umanità.
Alessandra Morri

L’educazione dei figli

l'educazione dei figliL’educazione dei figli  da Conversazioni con Dio
di D. Walsch Neale

Passiamo ad un altro argomento. Avevi promesso di parlare di alcuni aspetti generali della vita sulla Terra.

Si. Voglio che questo secondo volume affronti alcuni dei problemi più importanti del vostro Pianeta. E non ce n’è uno più grande dell’educazione dei figli. Ovviamente tutto è relativo, e Io non esprimo giudizi, ma tra ciò che dite e fate in proposito c’è un forte scarto.

Capisco.

Lo so. Ma forse ci sarà un momento, forse anche prima della fine di questo libro, in cui mi accuserai di giudicare.

Non lo farei mai!

Vedremo. Per tornare al punto, ho osservato che moltissimi hanno frainteso il significato, lo scopo e la funzione dell’educazione, nonché del modo migliore in cui impartirla.

È un’affermazione forte. Puoi spiegarti meglio?

Gran parte dell’umanità ha deciso che lo scopo dell’educazione è trasmettere la conoscenza, generalmente quella accumulata da una determinata famiglia, tribù, società o Nazione. Ma in realtà l’educazione non ha molto a che vedere con la conoscenza.

Davvero? Avrei detto il contrario. E con che cosa ha a che fare, allora?

Con la saggezza.

Con la saggezza?

Proprio così.

D’accordo, mi arrendo. Qual è la differenza?

La saggezza è conoscenza applicata.

Perciò non dovremmo dare ai nostri figli la conoscenza, ma la saggezza.

Innanzi tutto, non si deve ignorare la conoscenza a favore della saggezza, sarebbe un errore fatale. Ma non bisogna neppure fare il contrario; ciò ucciderebbe l’educazione, come di fatto sta accadendo sul vostro Pianeta.

Intendi dire che stiamo tralasciando la saggezza per la conoscenza?

Esatto. Per lo più insegnate ai vostri figli che cosa pensare, invece di come.

Puoi spiegarti meglio, per favore?

Certo. Quando date la conoscenza ai bambini, dite loro che cosa pensare, rivelate loro ciò che credete che debbano sapere, quella che ritenete la verità.

Se invece date ai figli la saggezza, non inculcate ciò che devono sapere o ciò che è vero, ma insegnate come arrivare da soli alla loro verità.

Ma senza conoscenza non può esserci saggezza.

È vero, infatti ho detto che non bisogna trascurare la conoscenza in favore della saggezza. Ma bisogna cercare di trasmetterne meno possibile da una generazione all’altra.

Lasciate che i bambini la scoprano da soli. Sappiate che la conoscenza si perde, ma la saggezza non si dimentica mai.

Quindi le nostre scuole dovrebbero insegnare il meno possibile?

Dovrebbero piuttosto spostare l’attenzione dalla conoscenza alla saggezza. Oggi molti genitori considerano pericolose le lezioni di pensiero critico e di logica, e a ragion veduta, dato il loro modo di pensare. Perché se i bambini riescono a sviluppare dei processi mentali autonomi, molto probabilmente abbandoneranno la morale, gli standard e il genere di vita dei loro genitori.

Per proteggere il vostro modo di vivere avete costruito un sistema educativo basato sullo sviluppo dei ricordi, invece che delle capacità. Ai bambini insegnate a ricordare i fatti e gli schemi mentali della società cui appartengono, invece di guidarli alla scoperta delle loro verità personali.

Credi che mentiamo ai nostri figli?

Certamente. Basta prendere in mano un manuale di storia per rendersene conto. La storia è scritta da persone che presentano il mondo da un particolare punto di vista, e ogni tentativo di allargare la visione è rifiutato e definito “revisionista”.

Gran parte della storia è scritta per spiegare ai bambini non ciò che è successo, ma il modo in cui voi giustificate l’accaduto. Devo farti un esempio?

Negli Stati Uniti non insegnate ai vostri figli tutto ciò che c’è da sapere sulla decisione di sganciare le Bombe atomiche su due città giapponesi, uccidendo centinaia di migliaia di persone e provocando malattie terribili, ma spiegate i fatti nel modo in cui volete che vedano. Se qualcuno cerca di riequilibrare i giudizi desiderando anche il punto di vista dei giapponesi, strillate, vi arrabbiate e chiedete che le scuole non pensino nemmeno di includere quelle opinioni nella presentazione degli eventi. Così facendo non insegnate storia, ma politica.

La storia dovrebbe essere un racconto esauriente di ciò che è accaduto. La politica, invece, è sempre il punto di vista di qualcuno. La storia rivela, la politica giustifica, la storia scopre, la politica copre e racconta soltanto un aspetto degli eventi.

Non volete che i vostri figli vengano a conoscenza dei fatti, ma che apprendano il vostro punto di vista.

Credo che Tu stia esagerando.

Davvero? La maggior parte di voi non vuole che i bambini sappiano neppure le realtà elementari della vita. Quando le scuole iniziarono a spiegare il funzionamento del corpo umano ci fu una reazione furiosa da parte dei genitori. Adesso non bisogna dire ai bambini come si trasmette l’AIDS. Certo, insegnate loro dal vostro punto di vista come evitare la malattia, ma non esporreste mai i fatti nudi e crudi, lasciandoli decidere da soli.

I bambini non sono pronti a questo, devono essere guidati.

Hai dato un’occhiata al tuo mondo ultimamente?

Sì, perché?

È il risultato di come avete guidato i vostri figli.

No! Se il mondo è marcio non è perché abbiamo cercato di inculcare nei nostri ragazzi i vecchi valori, ma perché abbiamo permesso loro di farsi influenzare dalle idee moderne.

Ne sei convinto?

Certo! Se avessimo tenuto fuori delle scuole il cosiddetto “pensiero critico” e l’educazione sessuale, ora non vedremmo tante ragazze madri diciassettenni in coda per ricevere il sussidio di disoccupazione, in una società senza più valori. Se avessimo insistito per imporre la nostra morale, invece di lasciare che i giovani si creassero la loro, l’America non sarebbe una penosa imitazione della grande Nazione che era.

E non dirmi che ciò che abbiamo fatto a Hiroshima e Nagasaki era “sbagliato”. Abbiamo posto fine al/a guerra, no? Abbiamo salvato migliaia di vite, da entrambe le parti. È stata una decisione difficile, ma andava presa. Così è la guerra.

Capisco.

Sì, certo. Ma noi non dobbiamo riscrivere la nostra storia. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è un ritorno al passato, ai valori dei nostri padri!

Hai finito?

Sì. Come sono andato?

Abbastanza bene. Questo è quello che pensano in tanti, vero?

Puoi scommetterci. E non solo in America. Basta cambiare il nome del Paese e della guerra. Tutti pensano sempre di essere nel giusto. Prendiamo Berlino, per esempio, o la Bosnia. Tutti sono sicurissimi che i vecchi valori funzionassero meglio e che il mondo sta andando a rotoli. Per questo c’è un ritorno al nazionalismo in ogni parte del Pianeta. E io ho cercato di dare voce a quei sentimenti, a quelle preoccupazioni.

Hai fatto un buon lavoro. Mi hai quasi convinto.

E allora? Che cosa hai da dire a quelli che la pensano in questo modo?

Credete davvero che trenta o quarant’anni fa le cose andassero meglio? La memoria è selettiva. Ricordate il bello e non il brutto. Ma provate a pensare criticamente, senza limitarvi a memorizzare ciò che altri vogliono farvi credere.

Per tornare all’esempio di prima, credete davvero che fosse assolutamente necessario bombardare Hiroshima? Molti documenti riportano che il Giappone aveva manifestato agli Stati Uniti la volontà di porre fine alla guerra prima che la bomba atomica fosse sganciata. Che parte ha avuto la vendetta per l’orrore di Pearl Harbor nella decisione di lanciarla ugualmente? E, anche ammettendo che quell’azione fosse necessaria, lo era anche sganciare la seconda bomba?

Certo, potreste avere ragione, e tutto potrebbe essere avvenuto come lo raccontate. Ma non è questo il punto; il punto è che il vostro sistema scolastico non lascia spazio a un pensiero critico su questo argomento, come su molti altri. Voi volete che i giovani arrivino alle vostre conclusioni, e così li condannate a ripetere i vostri errori.

Ma che cosa pensi della convinzione di tanti che la nostra società si stia disgregando? Che ne dici dell’impressionante aumento di genitori adolescenti e di figli senza padre? Perché la società va a rotoli?

In effetti, il vostro mondo sta andando in rovina, su questo sono d’accordo. Ma la ragione va ricercata in quello che avete permesso che le scuole inculcassero nei vostri figli.

Se avessero insegnato che esiste solo l’amore, un amore incondizionato, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Ma noi non consentiamo nemmeno alle nostre religioni di farlo.

Già. E non permettete ai vostri figli di celebrare se stessi e i loro corpi. O di sapere che sono, innanzi tutto, esseri spirituali che abitano un corpo.

Nelle società con una sessualità aperta sì verificano pochissime nascite indesiderate, e nessuna “illegittima”.

Laddove la storia non è piegata al punto di vista del più forte, gli errori del passato sono ammessi apertamente perché si eviti di ripeterli.

Nelle culture in cui si insegnano il pensiero critico e come vivere meglio, e non una sfilza di fatti da imparare a memoria, anche le azioni “giustificabili” dei passato sono esaminate da vicino. Nulla è accettato automaticamente.

Ma com’è possibile? Parlando ancora di Hiroshima, come potremmo insegnare a vivere meglio, invece che esporre semplicemente dei fatti?

Gli insegnanti dovrebbero descrivere esattamente ciò che è accaduto, includendo tutti gli avvenimenti. Dovrebbero ricercare le opinioni degli storici di entrambe le parti, guidando i ragazzi a scoprire che su qualsiasi cosa c’è sempre più di un punto di vista. Non chiederebbero più agli studenti di imparare tutto a memoria, ma direbbero: “Avete sentito tutto ciò che c’era da sapere su questo episodio, o almeno tutto ciò che siamo riusciti a scoprire. Che lezione traete da questa conoscenza? Se vi trovaste ad affrontare gli stessi problemi che furono risolti sganciando una bomba atomica che cosa fareste? Sapreste trovare una soluzione migliore?”.

Così è troppo facile. Con il senno di poi chiunque può dire: “lo avrei agito in un altro modo”.

Allora perché non lo fate?

In che senso?

Perché non usate il “senno di poi” per imparare dal passato e agire diversamente? Te lo dico Io: perché permettere ai vostri figli di analizzare criticamente il vostro operato significherebbe correre il rischio che non approvino le vostre scelte.

Naturalmente, loro non sono comunque d’accordo con voi, ma non possono esprimere la loro opinione a scuola, perciò la portano nelle strade. Organizzano manifestazioni, appendono striscioni, strappano le cartoline del richiamo alla leva, bruciano le bandiere. E il loro modo di gridare: “Deve esserci un sistema migliore!” Ma voi non li udite, non volete farlo.

Li ammonite: “Non diteci che abbiamo sbagliato. Dovete capire che avevamo ragione”.

Ecco come educate i figli.

Molti diranno che sono stati proprio i nostri figli, con le loro idee assurdamente liberali, a ridurre il mondo com’è. Hanno sostituito i valori tradizionali con una moralità basata sul “fai tutto quello che vuoi”, che minaccia di distruggere il nostro sistema di vita.

Infatti i giovani stanno facendo a pezzi il vostro modello di vita, come sempre è accaduto. Il vostro compito è incoraggiarli, non scoraggiarli.

Non sono loro a distruggere la foresta amazzonica, ad allargare il buco nell’ozono, a sfruttare i poveri in ogni angolo del Pianeta. Non sono i giovani a imporre tasse salatissime e usare il denaro per finanziare le guerre. Non sono le nuove generazioni a ignorare i problemi dei deboli e degli sfruttati, a lasciar morire di fame migliaia di persone ogni giorno in un mondo che possiede risorse più che sufficienti per nutrire tutti i suoi abitanti. Non sono i giovani ad avere creato un sistema di valori basato sulla legge del più forte e una società che risolve i problemi con la violenza. I vostri ragazzi vi chiedono, vi implorano di porre fine a tutto questo.

Eppure sono proprio loro a essere violenti! Che cosa mi dici delle gang di minorenni? E del rifiuto dei giovani nei confronti della legge e dell’ordine? Ci stanno facendo impazzire!

Le loro grida che vi supplicano di cambiare il mondo rimangono inascoltate. I giovani sanno che la loro è una causa persa e che in ogni caso farete a modo vostro. Visto che non sono stupidi, capiscono che se non possono battervi hanno solo un’altra opportunità: unirsi a voi.

I ragazzi sono violenti e materialisti perché lo siete voi. Agiscono da pazzi perché lo fate voi. Se affrontano il sesso in modo irresponsabile, per manipolare gli altri, è perché vi hanno visti fare altrettanto. L’unica differenza tra i giovani e i vecchi è che i primi agiscono senza nascondersi, mentre i secondi occultano ciò che fanno e pensano che i giovani non se ne accorgano, ma non è così. I ragazzi vedono l’ipocrisia degli adulti e tentano disperatamente di cambiarla. Dopo avere fallito non possono fare altro che imitarvi. Sbagliano, ma nessuno ha insegnato loro a comportarsi diversamente, non hanno mai avuto la possibilità di analizzare criticamente i comportamenti degli adulti, ma soltanto di memorizzarli.

E come dovremmo educarli, allora?

Innanzi tutto, trattateli come spiriti. Sono spiriti in un corpo. E una condizione cui non è facile adattarsi, come testimoniano i neonati che urlano la loro disperazione per il fatto di trovarsi improvvisamente così limitati. Ascoltate il loro grido, comprendetelo, e fateli sentire il più “illimitati” possibile.

Introduceteli nel mondo con dolcezza e affetto, prestate molta attenzione a che cosa offrite alla loro memoria. I bambini ricordano tutto ciò che vedono e sperimentano. Perché li sculacciate appena escono dal ventre materno? Credete davvero che sia l’unico modo per aprire i loro polmoni? Perché li allontanate dalla madre, l’unica forma di vita che conoscono, pochi minuti dopo la nascita? Non potreste aspettare a pesarli, misurarli, visitarli, dando loro il tempo di sentire il calore di chi ha dato loro la vita?

Perché insegnate ai bambini a vergognarsi del corpo e delle sue funzioni evitando di mostrarvi nudi e dicendo loro di non toccarsi mai per darsi piacere? Quale messaggio trasmettete loro sul piacere e sul corpo?

Perché li iscrivete a scuole in cui la competizione è permessa e incoraggiata, in cui si è ricompensati per essere i “migliori”, per avere imparato “di più”, e dove chi si muove secondo il proprio ritmo è a malapena tollerato? Quali conclusioni credete che traggano da tutto questo?

Perché non insegnate loro il movimento, la musica, la gioia dell’arte, il mistero delle favole e la meraviglia della vita? Perché non fate emergere la vera natura dei bambini, invece di cercare di costringerli a fare ciò che è innaturale?

Perché continuate a imporre loro regole e conclusioni prestabilite?

Insegnate concetti, non materie.

Costruite un nuovo curriculum intorno a tre concetti chiave: Consapevolezza, Onestà, Responsabilità.

Offrite ai vostri figli questi principi fin dalla più tenera età e continuate a farlo finché termineranno gli studi. Elaborate il modello educativo su queste basi.

Ma come potremmo riuscirci?

Dalle elementari all’università, tutte le materie di studio dovrebbero ruotare intorno a questi concetti.

Anche la matematica andrebbe vista in quest’ottica. L’aritmetica e l’algebra non sono astrazioni, ma strumenti fondamentali per la vita. Il loro insegnamento dovrebbe essere strutturato in modo da attirare l’attenzione sui tre Concetti Fondamentali e sui loro corollari.

Quali sono i corollari?

Usa l’immaginazione. Vuoi dirmi qualche principio importante per la tua esistenza?

Beh, direi… l’onestà.

Sì, ma è un Concetto Fondamentale. Continua.

La lealtà. Per me è importante.

Bene. E poi?

Trattare bene gli altri. Ma non so come esprimere questo concetto.

Non preoccuparti, lascia fluire i pensieri.

Andare d’accordo con il prossimo, essere tolleranti, non fare del male, considerare tutti uguali. Questi sono i principi che mi piacerebbe insegnare al miei figli.

Benissimo. Vai avanti.

Ecco… credere in se stessi. E… aspetta… direi “procedere con dignità”. Non saprei come definirlo altrimenti, ma intendo il comportamento di una persona, il rispetto per gli altri e per le strade che decidono di percorrere.

Sono tutti principi positivi. E ne esistono molti altri che i vostri figli dovrebbero comprendere a fondo, se vogliono evolversi fino a diventare esseri umani completi. Eppure voi non li insegnate nelle scuole, non spiegate che cosa significa essere onesti, responsabili, consapevoli dei sentimenti altrui e rispettosi delle loro scelte.

Dite che spetta ai genitori istillare questi concetti, ma il padre e la madre possono trasmettere solo ciò che hanno ricevuto. Il risultato è che insegnate ai vostri bambini quello che i vostri genitori hanno fatto imparare a voi, così i peccati dei padri ricadono sui figli.

Arrivi sempre alla stessa conclusione, ma non è tutta colpa nostra se il mondo è com’è.

Non è questione di colpa, ma di scelta. Se non siete responsabili delle scelte dell’umanità, allora chi lo è?

Hai ragione, ma non possiamo assumerci la responsabilità di tutto!

Ti dico questo: finché non lo farete non potrete cambiare nulla. Non dovete ripetere che loro hanno fatto questo e quello, che loro non capiscono. Qualcuno ha detto: “Abbiamo incontrato il nemico, ed eravamo noi!”.

Abbiamo fatto gli stessi errori per centinaia di anni.

Per millenni, figlio Mio. Gli istinti fondamentali dell’umanità non sono molto più evoluti di quelli dell’uomo delle caverne. Eppure, ogni tentativo di cambiare la situazione è accolto con disprezzo, paura e rabbia. E ora arrivo Io a suggerire di insegnare nuovi valori nelle scuole. Stiamo camminando sul filo del rasoio.

Il problema è che non tutti sono d’accordo con questi concetti e con il loro significato, per questo non è possibile insegnarli nelle scuole. Se ci provassimo i genitori impazzirebbero, direbbero che stiamo inculcando dei “valori” e che la scuola non deve impicciarsi di ciò che non concerne strettamente l’istruzione.

Invece Io ti dico che, se davvero volete costruire un mondo migliore, la scuola è la sede più adeguata per insegnare quei concetti, proprio perché è distaccata dai pregiudizi dei genitori. Hai visto che cosa ha provocato la trasmissione di padre in figlio dei vecchi valori: il vostro Pianeta è un disastro.

Non avete appreso nemmeno i concetti elementari sui quali si basa una società civile.

Non sapete risolvere i conflitti senza la violenza.

Non siete capaci di vivere senza paura.

Non riuscite ad agire in modo disinteressato.

Non siete in grado di amare in modo incondizionato.

Tutto questo dopo migliaia e migliaia di anni!

Esiste una via d’uscita da questa situazione?

Sì! È la scuola, l’educazione dei bambini! La vostra unica speranza risiede nelle generazioni future, ma dovete smettere di condizionare i giovani perché agiscano come voi. Quelle soluzioni non erano adeguate, non vi hanno condotti dove volevate andare. Se non state molto attenti finirete proprio dove siete diretti, perciò fermatevi, fate dietro front. Ampliate la visione che avete dell’umanità e insegna tela nelle scuole!

Perché non provate a introdurre nei programmi di studio materie quali:

. Comprensione del potere

. Soluzione pacifica dei conflitti

. Fondamenti dei rapporti d’Amore

. Personalità e costruzione di sé

. Corpo, mente e spirito: come funzionano

. Creatività

. Celebrare se stessi, apprezzare gli altri

. Gioia dell’espressione sessuale

. Lealtà

. Tolleranza

. Differenze e affinità

. Economia etica

. Coscienza creativa e potere mentale

. Consapevolezza e presa di coscienza

. Onestà e responsabilità

. Visibilità e trasparenza

. Scienza e spiritualità

Non sto parlando di poche lezioni a quadrimestre, ma di una revisione totale del piano di studi, con corsi separati su ognuno di questi argomenti.

Nelle società più evolute della vostra galassia e del vostro Universo (ne parleremo nel prossimo volume) i concetti necessari per vivere sono offerti fin dalla nascita. Quelli che voi chiamate “fatti” sono considerati molto meno importanti e vengono insegnati a un’età più avanzata.

Voi avete creato un mondo in cui un bimbo sa leggere prima di andare a scuola, ma non ha imparato a non molestare il fratellino, o è bravissimo con le moltiplicazioni ma non ha appreso che non c’è nulla di vergognoso nel suo corpo.

Le vostre scuole esistono soprattutto per dare risposte, ma sarebbe molto meglio se la loro funzione principale fosse porre domande: che cosa vuol dire essere onesti, responsabili, leali? Che cosa significa 2+2=4? Quali sono le implicazioni? Le società altamente evolute incoraggiano i bambini a crearsi da soli le risposte.

Non sto dicendo che la scuola non debba insegnare niente di quello che avete imparato, scoperto o deciso; al contrario. Affermo soltanto che gli studenti dovrebbero avere l’opportunità di osservare criticamente i risultati ditale sapere. Ma le vostre scuole, invece di offrire dati da analizzare, li presentano come l’unica verità.

Gli eventi del passato non dovrebbero diventare il fondamento delle verità presenti, ma solo il punto di partenza per porsi altri interrogativi.

La domanda più importante dovrebbe essere: “Rispetto ai dati che ti abbiamo fornito, sei d’accordo oppure no? Che cosa ne pensi?”.

Ovviamente i bambini cercheranno una risposta sulla base dei valori dei genitori, e la scuola dovrebbe incoraggiarli a esaminare questi valori, a imparare a usarli e anche a metterli in dubbio.

I genitori che non lo accettano non amano i figli, ma amano se stessi attraverso i figli.

Come mi piacerebbe che esistessero scuole così!

Alcune si avvicinano molto a questo modello.

Davvero?

Sì. Leggi le opere di Rudolph Steiner e studia i metodi della Waldorf School, da lui creata.

Conosco Steiner. E tu hai fatto queste osservazioni perché lo sai.

Certo che lo so. Tutto ciò che è accaduto finora nella tua vita è servito per condurti a questo momento. Io non ho cominciato a parlare con te all’inizio di questo libro; comunico con te da molti anni, attraverso tutte le tue esperienze.

Vuoi dire che le scuole steineriane sono le migliori?

No, ma è un modello che funziona, tenendo conto di ciò che l’umanità dice di voler essere e fare. E solo un esempio tra molti di come si possa educare focalizzandosi sulla “saggezza” invece che sulla “conoscenza”.

È un modello che approvo, molto diverso dagli altri.

Per esempio, nelle Waldorf School, i bambini hanno lo stesso insegnante alle elementari e alle medie. In questo modo il maestro o la maestra arrivano a conoscere ogni allievo come se fosse un figlio, e il bambino può sperimentare un grado di fiducia e di amore capace di aprire porte insospettate.

Alla fine del programma il maestro ricomincia con un altro gruppo di bambini. Un insegnante steineriano a volte lavora con non più di quattro o cinque gruppi in tutta la sua carriera. Ma il legame che ha instaurato con gli studenti va ben oltre le possibilità offerte dalle scuole tradizionali.

Questo modello educativo riconosce che il rapporto umano e l’amore che uniscono allievi e docenti è più importante delle nozioni imparate a memoria.

Ma secondo te esistono altri validi modelli educativi?

Sì, in questo campo state facendo progressi, anche se molto lentamente. I più vedono ancora come una minaccia le scuole che non insegnano i fatti, ma almeno cominciate a considerare la possibilità di percorrere altre strade.

E questo è solo uno degli aspetti dell’esistenza umana che trarrebbero grandi benefici da alcuni mutamenti.

Certo. Immagino che anche l’arena politica necessiti di cambiamenti.

Senza dubbio.

Tempo di scuola

tempo di scuolaLa scuola stà per iniziare, e i ritmi sono quasi tornati alla normalità dopo la pausa estiva, ma com’è in realtà l’attuale sistema scolastico ?

In questo tempo che viene definito di crisi, da una parte c’è la nuova riforma della scuola che certo non conduce al miglioramento, ma unicamente al risparmio finanziario, dall’altra si dibatte su come educare i propri figli, e cosa è meglio per loro.

Gli studenti di oggi sono bambini attivi, alcuni di loro vengono definiti iperattivi, si pensa che abbiano dei problemi mentali e viene loro diagnosticato un ADD (Attention Deficit Disorder, ovvero “disordini per mancanza di attenzione”), perché pare abbiano problemi con la concentrazione su un soggetto determinato. Ma in realtà non sono i bambini ad avere disturbi: si può dire piuttosto, che è il mondo in cui vivono ad essere disturbato.

I primi disagi si manifestano alle sin dalle  elementari. Ormai quasi tutti i bambini, fanno fatica a inserirsi a scuola, dove esistono regole che non sono in linea con la loro trasformazione. Loro hanno capacità tattili, sentono il  bisogno di toccare, mentre la tattilità è un senso che la nostra civiltà nega, perché è moralmente sbagliato. Invece questi bambini, usano il tatto come noi l’udito e la vista. Come si può pensare che l’attuale sistema scolastico sia adatto a loro ? La capacità di apprendimento di questi bambini non è più quella di una volta dove l’alfabetizzazione era lineare, (destra/sinistra, su/giù); la mente dei bambini nati oggi lavora come uno scanner, ha costruzioni a blocchi, loro vedono e sentono per immagini, colori, fotogrammi. Molti insegnanti non sono in grado di capire questi nuovi bambini e tendono a normalizzare, appiattire, schiacciare, far stare tutto dentro righe e quadretti. Quello che mi lascia perplessa, è il fatto che il sistema educativo attuale, giudica questi bambini difficili ma non hanno affatto realizzato che in realtà sono bambini molto intelligenti.

Cosa fa la scuola in concreto per rinnovarsi ?

E’ necessario autoeducarsi, per rinvigorire la nostra spenta fantasia, in modo da essere all’altezza dei nostri compiti e in primo luogo sapendo che per educare altri bisogna educare prima se stessi. Ma questo non risulta tanto gradito, poiché è scomodo, ad una certa età, ricominciare da capo ed educarsi “a nuovo”.

L’educazione dei ragazzi del XXI secolo, richiede una nuova visione.

Abbiamo bisogno di capire a fondo l’esistenza umana, per praticare una pedagogia reale e globale, che sia al servizio dell’umanità del nuovo millennio. Inizialmente è necessario educare i genitori ai nuovi insegnamenti i quali poi li diffonderanno ai figli, poi preparare gli educatori del nuovo secolo, che sicuramente saranno in grado di guidare l’essere umano in via di sviluppo, offrendo il dono della “disciplina interiore”.  Si arriverà ad educare  rispettando i singoli individui, le proprie inclinazioni e i talenti personali.

Con l’intuito e con la saggezza, aiuteremo bambini di carattere a diventare individui responsabili, motivati e ricchi di risorse.

Dobbiamo insegnare ai nostri bambini “come ” si pensa e non “cosa ” pensare, troppo abituati a imparare anziché sentire.

Il nostro ruolo non è tanto quello di trasmettere “conoscenza” quanto “saggezza”.

Oggi ci sono nuovi bambini, ma i sistemi didattici ed educativi sono primitivi.

Come possiamo pensare di farli crescere obbligandoli a seguire una serie di regole bigotte e inappropriate? Si utilizzano ancora quelle con cui siamo stati educati noi.

Dobbiamo allora adattarci presto a questa nuova nascita di bambini iniziando a pensare ad una scuola adatta a loro, alla nuova generazione, per un futuro diverso, un futuro migliore.

“Tu, dunque, che insegni a qualcun altro, non insegni a te stesso? Romani 2:21

Ripulire energeticamente gli oggetti

ripulire energeticamente gli oggettiDurante l’estate capita spesso di girovagare per mercatini. Molti quelli dell’antiquariato o addirittura di abiti e gioielli usati o vintage; ma è importante fare molta attenzione.

Nelle abitazioni si accumulano lentamente i desideri, le emozioni, i pensieri, le speranze degli occupanti, così anche gli oggetti quindi le cose materiali portano l’energia del proprietario.

Si può trattare di energia positiva ma in altri casi anche di energie negative.

Come è possibile, vi chiederete ???

Ricercando nelle varie culture, si trovano spesso dei rituali di pulizia degli ambienti, di presa di possesso dell’abitazione, di rinnovo dell’energia circolante.

Ogni cultura ha usato gli strumenti ritenuti più idonei per creare tali pratiche: i cristalli, il fumo provocato da particolari erbe (ad es. l’incenso), invocazioni di vario genere, scongiuri, un’azione energetica diretta in genere effettuata dallo sciamano e così via. Ritroviamo tali pratiche nelle culture degli Indiani d’America, Cinese, Celtica, Egizia… anche in Italia queste pratiche sono ancora molto diffuse, soprattutto nel Sud ed in Sardegna.

Nella fisica si ritrova il nesso di tutto ciò.

Albert Einstein attraverso l’elaborazione della teoria della relatività decretò che tutta la materia dell’universo non era altro che energia solidificata con una frequenza vibrazionale minore rispetto alla costante della velocità luce al quadrato. Quindi se è vero che l’energia è uguale alla materia allora per effetto contrario anche la materia è uguale all’energia; in un rapporto che potremmo definire di 1 a un 1.000.000 .

Quando vado a toccare un oggetto qualsiasi, ad esempio tengo in mano un bicchiere, non posso non constatare che sto valutando soltanto un milionesimo della reale grandezza dell’oggetto in questione. Poiché  i limiti della materia non si esauriscono alle barriere del semplice contatto fisico, ma si espandono nei sottili strati dell’etere avvolgendo l’oggetto in questione con una velocità più amplificata rispetto alla concentrazione iniziale. Ed è il caso dei sottili corpi astrali conosciuti con il nome di Aura.

Comunque anche la fisica quantistica sostiene che, quando una frequenza energetica maggiore entra in contatto con una frequenza energetica minore, influenza la condizione vibrazionale dell’energia più piccola, elevando o abbassandone lo stato in virtù della qualità energetica più grande.

In altre parole, noi siamo energia così tutto ciò che ci circonda, e le vibrazioni che emettiamo vanno ad influenzare gli oggetti con cui veniamo a contatto.

Personalmente non ho mai voluto tenere in casa mobili antichi appartenuti a chissà chi, o addirittura oggetti preziosi antichi, tipo anelli e collane, appartenute ad altre persone sconosciute o peggio ancora quadri col ritratto di persone di cui non conosci chi sono, o chi furono…. al di là del loro valore venale.

Mi rendo anche conto che i rigattieri e gli antiquari andrebbero in fallimento se nessuno più compra. Quindi che fare ?

Se proprio siete attratti dalle anticaglie, la prima cosa che consiglio è lasciarsi guidare dal proprio intuito, di solito sono gli oggetti che vi scelgono, poi provvedere a ripulirli energeticamente.

Conservare ed esporre in casa oggetti di persone, ma anche parenti con i quali non si era molto in sintonia, magari una nonna che si detestava e viceversa, causa un blocco di energia alla persona o nell’ambiente in cui si vive.   Lo so che forse vi sembra strano, ma pensate a quegli individui che hanno il dono, tenendo in mano un oggetto, di dire a che tipo di persona e’ appartenuto e di quali vicende e’ stato al centro.
La gente difficilmente ci pensa, ma molto spesso accadono fatti strani, senza riuscire a comprenderne il motivo. Le interferenze che disturbano gli ambienti o le persone  possono essere diverse.

Basta pensare negli Stati Uniti esiste una Legge dove è obbligatorio dichiarare sull’atto di vendita di una casa se al suo interno sono avvenuti omicidi o suicidi. E’ nata questa esigenza  perché sono state così tante le evidenze di persone che, dopo aver comperato l’immobile, si sono trovate in condizioni di sonno disturbato, ansia, incubi, o hanno addirittura rivissuto l’evento. Pertanto la Legge ha recepito ciò che la scienza, per ora, non riesce a spiegare.

Con questo non voglio dire che bisogna smettere di acquistare oggetti usati o case di vecchie proprietà, è capitato anche a me qualche volta di acquistare nei mercatini dei bellissimi vestiti vintage. La prima cosa che faccio è ripulirli energeticamente poi ovviamente metterli subito in lavatrice.

Le tecniche per ripulire ed energizzare gli oggetti, sono diverse.  Io utilizzo le Onde Theta, ma anche il Reiki, la piramidoterapia, le campane tibetane o addirittura il cleanergy vanno bene. Nel feng shui per esempio tutto ciò che è vecchio o rotto provoca un rallentamento dell’energia “Chi” quindi causa negatività e blocchi.

Ricordate che  siamo energia e, se facciamo un bel lavoro profondo su di noi, ripulendo tutte quelle convinzioni che ci impediscono di essere felici siamo in grado di emanare vibrazioni elevate attirando così, solo cose belle e piacevoli nelle nostra vita.

Buon lavoro !