L’educazione dei figli

l'educazione dei figliL’educazione dei figli  da Conversazioni con Dio
di D. Walsch Neale

Passiamo ad un altro argomento. Avevi promesso di parlare di alcuni aspetti generali della vita sulla Terra.

Si. Voglio che questo secondo volume affronti alcuni dei problemi più importanti del vostro Pianeta. E non ce n’è uno più grande dell’educazione dei figli. Ovviamente tutto è relativo, e Io non esprimo giudizi, ma tra ciò che dite e fate in proposito c’è un forte scarto.

Capisco.

Lo so. Ma forse ci sarà un momento, forse anche prima della fine di questo libro, in cui mi accuserai di giudicare.

Non lo farei mai!

Vedremo. Per tornare al punto, ho osservato che moltissimi hanno frainteso il significato, lo scopo e la funzione dell’educazione, nonché del modo migliore in cui impartirla.

È un’affermazione forte. Puoi spiegarti meglio?

Gran parte dell’umanità ha deciso che lo scopo dell’educazione è trasmettere la conoscenza, generalmente quella accumulata da una determinata famiglia, tribù, società o Nazione. Ma in realtà l’educazione non ha molto a che vedere con la conoscenza.

Davvero? Avrei detto il contrario. E con che cosa ha a che fare, allora?

Con la saggezza.

Con la saggezza?

Proprio così.

D’accordo, mi arrendo. Qual è la differenza?

La saggezza è conoscenza applicata.

Perciò non dovremmo dare ai nostri figli la conoscenza, ma la saggezza.

Innanzi tutto, non si deve ignorare la conoscenza a favore della saggezza, sarebbe un errore fatale. Ma non bisogna neppure fare il contrario; ciò ucciderebbe l’educazione, come di fatto sta accadendo sul vostro Pianeta.

Intendi dire che stiamo tralasciando la saggezza per la conoscenza?

Esatto. Per lo più insegnate ai vostri figli che cosa pensare, invece di come.

Puoi spiegarti meglio, per favore?

Certo. Quando date la conoscenza ai bambini, dite loro che cosa pensare, rivelate loro ciò che credete che debbano sapere, quella che ritenete la verità.

Se invece date ai figli la saggezza, non inculcate ciò che devono sapere o ciò che è vero, ma insegnate come arrivare da soli alla loro verità.

Ma senza conoscenza non può esserci saggezza.

È vero, infatti ho detto che non bisogna trascurare la conoscenza in favore della saggezza. Ma bisogna cercare di trasmetterne meno possibile da una generazione all’altra.

Lasciate che i bambini la scoprano da soli. Sappiate che la conoscenza si perde, ma la saggezza non si dimentica mai.

Quindi le nostre scuole dovrebbero insegnare il meno possibile?

Dovrebbero piuttosto spostare l’attenzione dalla conoscenza alla saggezza. Oggi molti genitori considerano pericolose le lezioni di pensiero critico e di logica, e a ragion veduta, dato il loro modo di pensare. Perché se i bambini riescono a sviluppare dei processi mentali autonomi, molto probabilmente abbandoneranno la morale, gli standard e il genere di vita dei loro genitori.

Per proteggere il vostro modo di vivere avete costruito un sistema educativo basato sullo sviluppo dei ricordi, invece che delle capacità. Ai bambini insegnate a ricordare i fatti e gli schemi mentali della società cui appartengono, invece di guidarli alla scoperta delle loro verità personali.

Credi che mentiamo ai nostri figli?

Certamente. Basta prendere in mano un manuale di storia per rendersene conto. La storia è scritta da persone che presentano il mondo da un particolare punto di vista, e ogni tentativo di allargare la visione è rifiutato e definito “revisionista”.

Gran parte della storia è scritta per spiegare ai bambini non ciò che è successo, ma il modo in cui voi giustificate l’accaduto. Devo farti un esempio?

Negli Stati Uniti non insegnate ai vostri figli tutto ciò che c’è da sapere sulla decisione di sganciare le Bombe atomiche su due città giapponesi, uccidendo centinaia di migliaia di persone e provocando malattie terribili, ma spiegate i fatti nel modo in cui volete che vedano. Se qualcuno cerca di riequilibrare i giudizi desiderando anche il punto di vista dei giapponesi, strillate, vi arrabbiate e chiedete che le scuole non pensino nemmeno di includere quelle opinioni nella presentazione degli eventi. Così facendo non insegnate storia, ma politica.

La storia dovrebbe essere un racconto esauriente di ciò che è accaduto. La politica, invece, è sempre il punto di vista di qualcuno. La storia rivela, la politica giustifica, la storia scopre, la politica copre e racconta soltanto un aspetto degli eventi.

Non volete che i vostri figli vengano a conoscenza dei fatti, ma che apprendano il vostro punto di vista.

Credo che Tu stia esagerando.

Davvero? La maggior parte di voi non vuole che i bambini sappiano neppure le realtà elementari della vita. Quando le scuole iniziarono a spiegare il funzionamento del corpo umano ci fu una reazione furiosa da parte dei genitori. Adesso non bisogna dire ai bambini come si trasmette l’AIDS. Certo, insegnate loro dal vostro punto di vista come evitare la malattia, ma non esporreste mai i fatti nudi e crudi, lasciandoli decidere da soli.

I bambini non sono pronti a questo, devono essere guidati.

Hai dato un’occhiata al tuo mondo ultimamente?

Sì, perché?

È il risultato di come avete guidato i vostri figli.

No! Se il mondo è marcio non è perché abbiamo cercato di inculcare nei nostri ragazzi i vecchi valori, ma perché abbiamo permesso loro di farsi influenzare dalle idee moderne.

Ne sei convinto?

Certo! Se avessimo tenuto fuori delle scuole il cosiddetto “pensiero critico” e l’educazione sessuale, ora non vedremmo tante ragazze madri diciassettenni in coda per ricevere il sussidio di disoccupazione, in una società senza più valori. Se avessimo insistito per imporre la nostra morale, invece di lasciare che i giovani si creassero la loro, l’America non sarebbe una penosa imitazione della grande Nazione che era.

E non dirmi che ciò che abbiamo fatto a Hiroshima e Nagasaki era “sbagliato”. Abbiamo posto fine al/a guerra, no? Abbiamo salvato migliaia di vite, da entrambe le parti. È stata una decisione difficile, ma andava presa. Così è la guerra.

Capisco.

Sì, certo. Ma noi non dobbiamo riscrivere la nostra storia. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è un ritorno al passato, ai valori dei nostri padri!

Hai finito?

Sì. Come sono andato?

Abbastanza bene. Questo è quello che pensano in tanti, vero?

Puoi scommetterci. E non solo in America. Basta cambiare il nome del Paese e della guerra. Tutti pensano sempre di essere nel giusto. Prendiamo Berlino, per esempio, o la Bosnia. Tutti sono sicurissimi che i vecchi valori funzionassero meglio e che il mondo sta andando a rotoli. Per questo c’è un ritorno al nazionalismo in ogni parte del Pianeta. E io ho cercato di dare voce a quei sentimenti, a quelle preoccupazioni.

Hai fatto un buon lavoro. Mi hai quasi convinto.

E allora? Che cosa hai da dire a quelli che la pensano in questo modo?

Credete davvero che trenta o quarant’anni fa le cose andassero meglio? La memoria è selettiva. Ricordate il bello e non il brutto. Ma provate a pensare criticamente, senza limitarvi a memorizzare ciò che altri vogliono farvi credere.

Per tornare all’esempio di prima, credete davvero che fosse assolutamente necessario bombardare Hiroshima? Molti documenti riportano che il Giappone aveva manifestato agli Stati Uniti la volontà di porre fine alla guerra prima che la bomba atomica fosse sganciata. Che parte ha avuto la vendetta per l’orrore di Pearl Harbor nella decisione di lanciarla ugualmente? E, anche ammettendo che quell’azione fosse necessaria, lo era anche sganciare la seconda bomba?

Certo, potreste avere ragione, e tutto potrebbe essere avvenuto come lo raccontate. Ma non è questo il punto; il punto è che il vostro sistema scolastico non lascia spazio a un pensiero critico su questo argomento, come su molti altri. Voi volete che i giovani arrivino alle vostre conclusioni, e così li condannate a ripetere i vostri errori.

Ma che cosa pensi della convinzione di tanti che la nostra società si stia disgregando? Che ne dici dell’impressionante aumento di genitori adolescenti e di figli senza padre? Perché la società va a rotoli?

In effetti, il vostro mondo sta andando in rovina, su questo sono d’accordo. Ma la ragione va ricercata in quello che avete permesso che le scuole inculcassero nei vostri figli.

Se avessero insegnato che esiste solo l’amore, un amore incondizionato, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Ma noi non consentiamo nemmeno alle nostre religioni di farlo.

Già. E non permettete ai vostri figli di celebrare se stessi e i loro corpi. O di sapere che sono, innanzi tutto, esseri spirituali che abitano un corpo.

Nelle società con una sessualità aperta sì verificano pochissime nascite indesiderate, e nessuna “illegittima”.

Laddove la storia non è piegata al punto di vista del più forte, gli errori del passato sono ammessi apertamente perché si eviti di ripeterli.

Nelle culture in cui si insegnano il pensiero critico e come vivere meglio, e non una sfilza di fatti da imparare a memoria, anche le azioni “giustificabili” dei passato sono esaminate da vicino. Nulla è accettato automaticamente.

Ma com’è possibile? Parlando ancora di Hiroshima, come potremmo insegnare a vivere meglio, invece che esporre semplicemente dei fatti?

Gli insegnanti dovrebbero descrivere esattamente ciò che è accaduto, includendo tutti gli avvenimenti. Dovrebbero ricercare le opinioni degli storici di entrambe le parti, guidando i ragazzi a scoprire che su qualsiasi cosa c’è sempre più di un punto di vista. Non chiederebbero più agli studenti di imparare tutto a memoria, ma direbbero: “Avete sentito tutto ciò che c’era da sapere su questo episodio, o almeno tutto ciò che siamo riusciti a scoprire. Che lezione traete da questa conoscenza? Se vi trovaste ad affrontare gli stessi problemi che furono risolti sganciando una bomba atomica che cosa fareste? Sapreste trovare una soluzione migliore?”.

Così è troppo facile. Con il senno di poi chiunque può dire: “lo avrei agito in un altro modo”.

Allora perché non lo fate?

In che senso?

Perché non usate il “senno di poi” per imparare dal passato e agire diversamente? Te lo dico Io: perché permettere ai vostri figli di analizzare criticamente il vostro operato significherebbe correre il rischio che non approvino le vostre scelte.

Naturalmente, loro non sono comunque d’accordo con voi, ma non possono esprimere la loro opinione a scuola, perciò la portano nelle strade. Organizzano manifestazioni, appendono striscioni, strappano le cartoline del richiamo alla leva, bruciano le bandiere. E il loro modo di gridare: “Deve esserci un sistema migliore!” Ma voi non li udite, non volete farlo.

Li ammonite: “Non diteci che abbiamo sbagliato. Dovete capire che avevamo ragione”.

Ecco come educate i figli.

Molti diranno che sono stati proprio i nostri figli, con le loro idee assurdamente liberali, a ridurre il mondo com’è. Hanno sostituito i valori tradizionali con una moralità basata sul “fai tutto quello che vuoi”, che minaccia di distruggere il nostro sistema di vita.

Infatti i giovani stanno facendo a pezzi il vostro modello di vita, come sempre è accaduto. Il vostro compito è incoraggiarli, non scoraggiarli.

Non sono loro a distruggere la foresta amazzonica, ad allargare il buco nell’ozono, a sfruttare i poveri in ogni angolo del Pianeta. Non sono i giovani a imporre tasse salatissime e usare il denaro per finanziare le guerre. Non sono le nuove generazioni a ignorare i problemi dei deboli e degli sfruttati, a lasciar morire di fame migliaia di persone ogni giorno in un mondo che possiede risorse più che sufficienti per nutrire tutti i suoi abitanti. Non sono i giovani ad avere creato un sistema di valori basato sulla legge del più forte e una società che risolve i problemi con la violenza. I vostri ragazzi vi chiedono, vi implorano di porre fine a tutto questo.

Eppure sono proprio loro a essere violenti! Che cosa mi dici delle gang di minorenni? E del rifiuto dei giovani nei confronti della legge e dell’ordine? Ci stanno facendo impazzire!

Le loro grida che vi supplicano di cambiare il mondo rimangono inascoltate. I giovani sanno che la loro è una causa persa e che in ogni caso farete a modo vostro. Visto che non sono stupidi, capiscono che se non possono battervi hanno solo un’altra opportunità: unirsi a voi.

I ragazzi sono violenti e materialisti perché lo siete voi. Agiscono da pazzi perché lo fate voi. Se affrontano il sesso in modo irresponsabile, per manipolare gli altri, è perché vi hanno visti fare altrettanto. L’unica differenza tra i giovani e i vecchi è che i primi agiscono senza nascondersi, mentre i secondi occultano ciò che fanno e pensano che i giovani non se ne accorgano, ma non è così. I ragazzi vedono l’ipocrisia degli adulti e tentano disperatamente di cambiarla. Dopo avere fallito non possono fare altro che imitarvi. Sbagliano, ma nessuno ha insegnato loro a comportarsi diversamente, non hanno mai avuto la possibilità di analizzare criticamente i comportamenti degli adulti, ma soltanto di memorizzarli.

E come dovremmo educarli, allora?

Innanzi tutto, trattateli come spiriti. Sono spiriti in un corpo. E una condizione cui non è facile adattarsi, come testimoniano i neonati che urlano la loro disperazione per il fatto di trovarsi improvvisamente così limitati. Ascoltate il loro grido, comprendetelo, e fateli sentire il più “illimitati” possibile.

Introduceteli nel mondo con dolcezza e affetto, prestate molta attenzione a che cosa offrite alla loro memoria. I bambini ricordano tutto ciò che vedono e sperimentano. Perché li sculacciate appena escono dal ventre materno? Credete davvero che sia l’unico modo per aprire i loro polmoni? Perché li allontanate dalla madre, l’unica forma di vita che conoscono, pochi minuti dopo la nascita? Non potreste aspettare a pesarli, misurarli, visitarli, dando loro il tempo di sentire il calore di chi ha dato loro la vita?

Perché insegnate ai bambini a vergognarsi del corpo e delle sue funzioni evitando di mostrarvi nudi e dicendo loro di non toccarsi mai per darsi piacere? Quale messaggio trasmettete loro sul piacere e sul corpo?

Perché li iscrivete a scuole in cui la competizione è permessa e incoraggiata, in cui si è ricompensati per essere i “migliori”, per avere imparato “di più”, e dove chi si muove secondo il proprio ritmo è a malapena tollerato? Quali conclusioni credete che traggano da tutto questo?

Perché non insegnate loro il movimento, la musica, la gioia dell’arte, il mistero delle favole e la meraviglia della vita? Perché non fate emergere la vera natura dei bambini, invece di cercare di costringerli a fare ciò che è innaturale?

Perché continuate a imporre loro regole e conclusioni prestabilite?

Insegnate concetti, non materie.

Costruite un nuovo curriculum intorno a tre concetti chiave: Consapevolezza, Onestà, Responsabilità.

Offrite ai vostri figli questi principi fin dalla più tenera età e continuate a farlo finché termineranno gli studi. Elaborate il modello educativo su queste basi.

Ma come potremmo riuscirci?

Dalle elementari all’università, tutte le materie di studio dovrebbero ruotare intorno a questi concetti.

Anche la matematica andrebbe vista in quest’ottica. L’aritmetica e l’algebra non sono astrazioni, ma strumenti fondamentali per la vita. Il loro insegnamento dovrebbe essere strutturato in modo da attirare l’attenzione sui tre Concetti Fondamentali e sui loro corollari.

Quali sono i corollari?

Usa l’immaginazione. Vuoi dirmi qualche principio importante per la tua esistenza?

Beh, direi… l’onestà.

Sì, ma è un Concetto Fondamentale. Continua.

La lealtà. Per me è importante.

Bene. E poi?

Trattare bene gli altri. Ma non so come esprimere questo concetto.

Non preoccuparti, lascia fluire i pensieri.

Andare d’accordo con il prossimo, essere tolleranti, non fare del male, considerare tutti uguali. Questi sono i principi che mi piacerebbe insegnare al miei figli.

Benissimo. Vai avanti.

Ecco… credere in se stessi. E… aspetta… direi “procedere con dignità”. Non saprei come definirlo altrimenti, ma intendo il comportamento di una persona, il rispetto per gli altri e per le strade che decidono di percorrere.

Sono tutti principi positivi. E ne esistono molti altri che i vostri figli dovrebbero comprendere a fondo, se vogliono evolversi fino a diventare esseri umani completi. Eppure voi non li insegnate nelle scuole, non spiegate che cosa significa essere onesti, responsabili, consapevoli dei sentimenti altrui e rispettosi delle loro scelte.

Dite che spetta ai genitori istillare questi concetti, ma il padre e la madre possono trasmettere solo ciò che hanno ricevuto. Il risultato è che insegnate ai vostri bambini quello che i vostri genitori hanno fatto imparare a voi, così i peccati dei padri ricadono sui figli.

Arrivi sempre alla stessa conclusione, ma non è tutta colpa nostra se il mondo è com’è.

Non è questione di colpa, ma di scelta. Se non siete responsabili delle scelte dell’umanità, allora chi lo è?

Hai ragione, ma non possiamo assumerci la responsabilità di tutto!

Ti dico questo: finché non lo farete non potrete cambiare nulla. Non dovete ripetere che loro hanno fatto questo e quello, che loro non capiscono. Qualcuno ha detto: “Abbiamo incontrato il nemico, ed eravamo noi!”.

Abbiamo fatto gli stessi errori per centinaia di anni.

Per millenni, figlio Mio. Gli istinti fondamentali dell’umanità non sono molto più evoluti di quelli dell’uomo delle caverne. Eppure, ogni tentativo di cambiare la situazione è accolto con disprezzo, paura e rabbia. E ora arrivo Io a suggerire di insegnare nuovi valori nelle scuole. Stiamo camminando sul filo del rasoio.

Il problema è che non tutti sono d’accordo con questi concetti e con il loro significato, per questo non è possibile insegnarli nelle scuole. Se ci provassimo i genitori impazzirebbero, direbbero che stiamo inculcando dei “valori” e che la scuola non deve impicciarsi di ciò che non concerne strettamente l’istruzione.

Invece Io ti dico che, se davvero volete costruire un mondo migliore, la scuola è la sede più adeguata per insegnare quei concetti, proprio perché è distaccata dai pregiudizi dei genitori. Hai visto che cosa ha provocato la trasmissione di padre in figlio dei vecchi valori: il vostro Pianeta è un disastro.

Non avete appreso nemmeno i concetti elementari sui quali si basa una società civile.

Non sapete risolvere i conflitti senza la violenza.

Non siete capaci di vivere senza paura.

Non riuscite ad agire in modo disinteressato.

Non siete in grado di amare in modo incondizionato.

Tutto questo dopo migliaia e migliaia di anni!

Esiste una via d’uscita da questa situazione?

Sì! È la scuola, l’educazione dei bambini! La vostra unica speranza risiede nelle generazioni future, ma dovete smettere di condizionare i giovani perché agiscano come voi. Quelle soluzioni non erano adeguate, non vi hanno condotti dove volevate andare. Se non state molto attenti finirete proprio dove siete diretti, perciò fermatevi, fate dietro front. Ampliate la visione che avete dell’umanità e insegna tela nelle scuole!

Perché non provate a introdurre nei programmi di studio materie quali:

. Comprensione del potere

. Soluzione pacifica dei conflitti

. Fondamenti dei rapporti d’Amore

. Personalità e costruzione di sé

. Corpo, mente e spirito: come funzionano

. Creatività

. Celebrare se stessi, apprezzare gli altri

. Gioia dell’espressione sessuale

. Lealtà

. Tolleranza

. Differenze e affinità

. Economia etica

. Coscienza creativa e potere mentale

. Consapevolezza e presa di coscienza

. Onestà e responsabilità

. Visibilità e trasparenza

. Scienza e spiritualità

Non sto parlando di poche lezioni a quadrimestre, ma di una revisione totale del piano di studi, con corsi separati su ognuno di questi argomenti.

Nelle società più evolute della vostra galassia e del vostro Universo (ne parleremo nel prossimo volume) i concetti necessari per vivere sono offerti fin dalla nascita. Quelli che voi chiamate “fatti” sono considerati molto meno importanti e vengono insegnati a un’età più avanzata.

Voi avete creato un mondo in cui un bimbo sa leggere prima di andare a scuola, ma non ha imparato a non molestare il fratellino, o è bravissimo con le moltiplicazioni ma non ha appreso che non c’è nulla di vergognoso nel suo corpo.

Le vostre scuole esistono soprattutto per dare risposte, ma sarebbe molto meglio se la loro funzione principale fosse porre domande: che cosa vuol dire essere onesti, responsabili, leali? Che cosa significa 2+2=4? Quali sono le implicazioni? Le società altamente evolute incoraggiano i bambini a crearsi da soli le risposte.

Non sto dicendo che la scuola non debba insegnare niente di quello che avete imparato, scoperto o deciso; al contrario. Affermo soltanto che gli studenti dovrebbero avere l’opportunità di osservare criticamente i risultati ditale sapere. Ma le vostre scuole, invece di offrire dati da analizzare, li presentano come l’unica verità.

Gli eventi del passato non dovrebbero diventare il fondamento delle verità presenti, ma solo il punto di partenza per porsi altri interrogativi.

La domanda più importante dovrebbe essere: “Rispetto ai dati che ti abbiamo fornito, sei d’accordo oppure no? Che cosa ne pensi?”.

Ovviamente i bambini cercheranno una risposta sulla base dei valori dei genitori, e la scuola dovrebbe incoraggiarli a esaminare questi valori, a imparare a usarli e anche a metterli in dubbio.

I genitori che non lo accettano non amano i figli, ma amano se stessi attraverso i figli.

Come mi piacerebbe che esistessero scuole così!

Alcune si avvicinano molto a questo modello.

Davvero?

Sì. Leggi le opere di Rudolph Steiner e studia i metodi della Waldorf School, da lui creata.

Conosco Steiner. E tu hai fatto queste osservazioni perché lo sai.

Certo che lo so. Tutto ciò che è accaduto finora nella tua vita è servito per condurti a questo momento. Io non ho cominciato a parlare con te all’inizio di questo libro; comunico con te da molti anni, attraverso tutte le tue esperienze.

Vuoi dire che le scuole steineriane sono le migliori?

No, ma è un modello che funziona, tenendo conto di ciò che l’umanità dice di voler essere e fare. E solo un esempio tra molti di come si possa educare focalizzandosi sulla “saggezza” invece che sulla “conoscenza”.

È un modello che approvo, molto diverso dagli altri.

Per esempio, nelle Waldorf School, i bambini hanno lo stesso insegnante alle elementari e alle medie. In questo modo il maestro o la maestra arrivano a conoscere ogni allievo come se fosse un figlio, e il bambino può sperimentare un grado di fiducia e di amore capace di aprire porte insospettate.

Alla fine del programma il maestro ricomincia con un altro gruppo di bambini. Un insegnante steineriano a volte lavora con non più di quattro o cinque gruppi in tutta la sua carriera. Ma il legame che ha instaurato con gli studenti va ben oltre le possibilità offerte dalle scuole tradizionali.

Questo modello educativo riconosce che il rapporto umano e l’amore che uniscono allievi e docenti è più importante delle nozioni imparate a memoria.

Ma secondo te esistono altri validi modelli educativi?

Sì, in questo campo state facendo progressi, anche se molto lentamente. I più vedono ancora come una minaccia le scuole che non insegnano i fatti, ma almeno cominciate a considerare la possibilità di percorrere altre strade.

E questo è solo uno degli aspetti dell’esistenza umana che trarrebbero grandi benefici da alcuni mutamenti.

Certo. Immagino che anche l’arena politica necessiti di cambiamenti.

Senza dubbio.

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